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L'addestramento

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L'addestramento

Qualunque sia stato lo scopo dell'acquisto del nostro Labrador, sia per caccia, per esposizione o solo per compagnia, l'ubbidienza di base (obedience) riveste un'importanza fondamentale per avere un completo controllo del nostro animale, non solo per fargli rispettare le regole di una civile convivenza con le persone, ma anche consentirci di salvargli la vita, qualora se ne presentasse l'occasione. Ogni cane dovrebbe essere educato ed addestrato in maniera tale da non arrecare disturbo nè in casa, nè in un ambiente pubblico. Il nostro labrador, una volta addestrato, ci potrà seguire ovunque senza suscitare reclami, senza dare alcun problema, ovunque ci troviamo. L'insegnamento delle regole di base inizieranno già nel momento in cui entrerà nella nostra casa, insegnandogli dove sporcare, venire da noi quando lo si chiama, sapere qual'è la sua cuccia e dove non può salire. Dovrà capire fin da piccolo a conoscere il significato della parola "NO!". Un NO secco detto al momento giusto vale più di mille punizioni, senza ricorrere a maniere drastiche, basterà solo il tono della voce e gesti ben visibili. E' molto importante lodarlo molto quando ubbidisce o fa qualcosa di buono, rafforzando la lode con un buon biscotto per cani, che però non dovrà essere un'abitudine. Cerchiamo di capire ora quali sono le principali regole che il nostro cucciolo dovrà imparare. Per prima cosa l'obbedienza al richiamo: in qualunque momento e qualunque cosa stia facendo il cane deve rispondere al richiamo del padrone. E' importante abituarlo ad un comando unico: di solito il nome del cane è seguito dalla parola "vieni" oppure "qui" oppure "piede" ecc. Il cucciolo di Labrador è normalmente molto socievole e risponde volentieri al richiamo, fin dai primi tempi, ma se è impegnato in qualche attività che lo interessa particolarmente non sempre ubbidirà immediatamente. Per questo motivo è buona norma lodarlo diffusamente quando arriva da voi e soprattutto "non catturarlo" subito. Il guinzaglio può essere poco gradito dal cucciolo, per cui chiamarlo e legarlo immediatamente, può diventare controproducente. Se avete un giardino ripetete l'esercizio del richiamo più di una volta e ogni volta che il cane vi obbedirà premiatelo, o con una coccola o con un biscottino. In un secondo tempo potete iniziare l'esercizio all'esterno, lasciando libero il cane in un posto senza pericoli e dopo avergli consentito di perlustrare un pò in giro, cominciate con il richiamo, che deve essere sempre festoso, mai suonare come un ordine, nelle prime fasi. Quando il cucciolo avrà imparato il suo nome e risponderà abbastanza rapidamente, il richiamo andrà rinforzato in situazioni sempre più difficili. Una cosa molto importante è che non dobbiamo mai metterci nella condizione di poter perdere. Se il cane è impegnato nel gioco con un altro cane o si sta divertendo come un pazzo in un laghetto, se pensiamo che non ci ubbidirà, evitiamo di chiamarlo. Un cane adulto ben addestrato deve ubbidire anche e soprattutto in situazioni come queste, ma non potete pretendere che lo faccia un giovane e vivace cucciolone. Un'altra cosa che si deve evitare è cercare di prendere il cane, deve essere sempre lui a venire da noi. Il fatto di essere inseguito viene interpretato come un gioco dal cucciolo e sicuramente non sentirà i nostri richiami, facendoci solo innervosire e perdere la pazienza, così quando tornerà rischieremo di picchiarlo, il chè lo renderà sempre più diffidente al nostro richiamo. Egli infatti non capisce il motivo della punizione, non è in grado di associare la fuga con una sgridata, bensì associerà il richiamo al padrone e poi alle botte e la volta successiva sarà più difficile farlo obbedire al vostro comando. Il metodo migliore è quello di nascondersi alla vista del cane, per poi richiamarlo, egli sicuramente ci cercherà e verrà da noi, così lo riempiremo di coccole, per poi lasciarlo di nuovo libero. Ripeteremo l'esercizio più volte, finchè non avrà imparato a tornare prontamente al nostro richiamo. Quanto più velocemente tornerà da noi, tante più feste dovremo fargli, così per lui sarà sempre una gioia tornare dal padrone. La condotta al guinzaglio rappresenterà un altro punto fermo nel nostro addestramento di base; il cane dovrà imparare a camminare accanto al piede sinistro del padrone, assecondando le variazioni di andatura, senza rimanere indietro e nè tirare. Il collare verrà messo al cucciolo verso i tre mesi di età, quando, dopo avere completato il ciclo delle vaccinazioni, potrà uscire per le prime passeggiate. Sicuramente si stancherà subito, quindi cerchiamo di non allontanarci troppo dalla nostra casa, si fermerà più volte strattonando perchè non è abituato ad essere legato, quindi evitiamo di tirarlo o di rimproverarlo, piano piano si abituerà al guinzaglio e vedrete che le cose miglioreranno. Quando avrà preso confidenza con il guinzaglio, in commercio esistono quelli "per retriever", che sono fatti di sola corda, a strozzo, che eliminano l'uso del collare, potremo iniziare a far capire al cucciolo come deve camminare. Quando camminerà al nostro fianco sinistro, impartiremo il comando "piede", preceduto dal nome del cane e se egli starà al nostro fianco senza tirare, lo loderemo, mentre se inizierà a tirare, daremo uno strattone al guinzaglio, impartendo di nuovo il comando "piede". Dovremo continuare così finchè il cane non avrà appreso il comando impartitogli, alternando la condotta a momenti di pausa in cui giocheremo con il nostro amico. Il seduto potrà essere impartito ogni qualvolta ci fermiamo, mettendo una mano sulla groppa del cane, mentre con l'altra tireremo un pò su il guinzaglio, assecondando il cane a sedersi. Per il terra ci aiuteremo con un biscotto, portandolo a terra per far si che il cane segua la mano ed assuma la classica posizione sdraiata, logicamente scandendo il comando "terra". Il resta è anche un altro comando importante che viene sempre preceduto dal comando seduto o terra. Il cane deve imparare a rimanere fermo dove lo abbiamo lasciato e muoversi solo al nostro richiamo. Si inizia a farlo sedere o accucciare a terra, impartendo il comando "resta", senza guardarlo negli occhi, con voce ferma. Ci allontaniamo dal cane lentamente, tenendo una mano alzata e scandendo il comando "resta"; se il cane non si muove, torneremo da lui lodandolo, per poi continuare nell'allenamento, allontanandoci sempre di più, anche a scomparire dalla sua vista e nel richiamarlo, il nostro amico dovrà correre subito da noi. Questi sono dei comandi fondamentali per l'educazione di base del nostro cucciolo, e faranno sì che egli possa vivere una vita sociale senza crearci alcun problema nè con i suoi simili e nè con le persone.


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